Un laboratorio aperto e al tempo stesso una festa  con mostra, quella degli elaborati prodotti nel corso del progetto “Indagare l’emozione”, che il centro diurno per disabili Il Girasole (si trova a Prato in via Santa Gonda 57/E) ha progettato e realizzato grazie ai fondi dell’otto per mille della Chiesa Valdese.

“Nello scenario dei giardini del Soccorso abbiamo voluto organizzare un laboratorio aperto dedicato ai nostri ragazzi, ai loro insegnanti e alle famiglie pieno di colori ed emozioni – spiega Francesca Tossani, coordinatrice del centro diurno Il Girasole, cooperativa sociale che fa parte del Consorzio Astir – I laboratori artistici e performativi contribuiscono a sviluppare la consapevolezza dell’espressione dei sentimenti, ma da noi si fa anche canto e danza-movimento”.

Segni e colori che la mattina del 24 giugno ai giardini di prossimità del Soccorso hanno raccontato il vissuto delle persone che frequentano il centro. I disegni, che hanno titoli come “La nave d’oro”, “Via col vento”, “L’arcobaleno in strada” e “Gli occhi di Miria”, rappresentano un modo per comunicare, per stabilire una relazione con gli altri. È stata poi la volta della performance con musica e nastri colorati, legata all’espressività dei disegni, il cui percorso di realizzazione ha dato vita anche a un video donato alle famiglie.

Il progetto, a cui hanno collaborato come insegnanti Stefania Rinaldi per l’area grafica ed Elena Franchi per quella performativa è solo una delle tante attività del centro, una struttura aperta al territorio che accoglie una ventina di ospiti con l’obiettivo di creare relazioni piacevoli che accrescano l’autonomia e l’autostima della persona che vi partecipa e favoriscano lo sviluppo dell’autonomia individuale.

Dopo l’inevitabile chiusura nel marzo del 2020 il centro ha riaperto il 22 giugno dello stesso anno con le nuove norme anti contagio e sono via via riprese le varie attività: dal bricolage al giardinaggio, dalla lettura, al laboratorio di canto e di danza. Il centro organizza anche uscite guidate sul territorio, per esempio  alle Cascine di Tavola, al Parco di Galceti o al Centro di Riabilitazione Equestre.

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