A Casa di Marta, Rsa del Consorzio Astir, dopo i mesi infiniti della distanza e delle videochiamate, stamani è tornata la possibilità degli incontri in presenza tra figli e genitori, nipoti e nonni, grazie a un generoso gesto di solidarietà. Un gruppo di fornai e pasticceri – con alcune aziende agricole e l’Associazione Gran Prato – si sono mobilitati e tutti insieme hanno voluto donare la stanza degli abbracci alla struttura dove sono ospitati circa 70 anziani (per l’80% hanno già ricevuto la seconda dose di vaccino). Nella rsa, di cui è responsabile Veronica Cornaggia e direttore sanitario il dottor Andrea Piccini, si è cercato di fronteggiare la pandemia con tutte le forze: con la prima ondata il virus è rimasto fuori dalla porta, nella seconda ci sono stati una serie di contagi.

Le prime che sono tornate ad abbracciarsi – dopo oltre un anno di saluti a distanza – sono state zia Maria, 78 anni, e la nipote Silvia. Davvero tanta la commozione. ”È stata una emozione grandissima, gli abbracci ci sono mancati tanto – commenta Silvia – le videochiamate, i saluti dai vetri non possono sostituire la possibilità di stare accanto, sono stati mesi di sacrifici per tutti anche se gli operatori della struttura hanno fatto il massimo per farci restare in contatto”.

Per l’iniziativa, con il promotore Enrico Fogacci, si sono mobilitati in molti, a partire dal gruppo del Gran Prato (il sistema di imprese che produce il grano e lavora la farina a km 0 della piana pratese) e dai panificatori di Confartigianato. Ci sono Forno Guasti, Forno Cocciardi, Forno Bartolini, Antico Forno Duomo, Vecchio Forno Tobia, Matti per il Pane, Pane Amore e Fantasia, Forno Cecconi, Molino Bardazzi, Pasticceria Peruzzi, Pasticceria Fiaschi, Panificio Montagni, Forno Panci, Gastronomia Ferraboschi, Azienda agricola Boretti, Azienda agricola Banchelli, Podere Montisi di Travalle, Francesca Grillo di Confartigianato, David Fanfani, presidente del Parco agricolo della Piana. 

I primi incontri, emozionanti e pieni d’affetto, ci sono stati questa mattina. “La stanza degli abbracci è una risposta bella e semplice ad alcuni bisogni essenziali e dimostra che con attenzione, sensibilità e fantasia si può aiutare chi è in difficoltà anche in questi momenti – mette in evidenza Claudio Martini, presidente del Consorzio Astir, ringraziando tutti – In questi tempi complicati per il diffondersi della pandemia l’attenzione di molti è concentrata su numeri e grafici. Ma dietro i numeri stanno le persone, i loro affetti, le loro presenze di non perdere il sostegno della famiglia”. Per Martini questa iniziativa “è un esempio da seguire, con un contagio positivo contro il quale non serve vaccino”.

Il promotore Enrico Fogacci è un amico di Casa di Marta, che ha conosciuto seguendo Andrea Zuanel, una persona – morta da qualche anno – che nella struttura di via Pistoiese ha trovato accoglienza e affetto dopo una vita difficilissima. “La generosità dei miei colleghi è stata immediata, hanno risposto con una velocità stupefacente e in pochi giorni siamo riusciti a raccogliere la cifra necessaria”, racconta Fogacci soddisfatto. 

“Abbiamo aderito con entusiasmo all’iniziativa che ci ha proposto Enrico Fogacci perché ci fa piacere poter essere utili alla comunità in momenti così difficili”, afferma Maria Cristina Polidori, presidente di Confartigianato panificatori.

La stanza degli abbracci, posizionata nel Giardino di Casa di Marta e collegata attraverso una porta, è stata realizzata da un’azienda di Pordenone specializzata nella produzione di gonfiabili da gioco che si è riconvertita con la pandemia. La stanza è una struttura gonfiabile mobile in PVC con maniche in TPU morbido riutilizzabili dove, in totale sicurezza, gli ospiti possono abbracciare i propri parenti, toccarli e stringerli pur restando separati e protetti da possibili contagi.

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